Questo glossario vi potrà essere utile per comprendere meglio alcuni termini tecnici utilizzati quando si parla di diagnostica e di terapie relative al tumore al seno.
asportazione chirurgica di una parte del corpo.
tumore benigno del tessuto epiteliale che riproduce una struttura ghiandolare ben differenziata.
zona di colorito roseo o più scuro attorno al capezzolo.
rimozione di fluidi da un nodulo, spesso da una cisti, per mezzo di un ago sottile.
radiografia dei vasi sanguigni dopo iniezione di un mezzo di contrasto radiopaco.
sostanza proteica elaborata dai linfociti in risposta ad una azione degli antigeni.
ogni sostanza estranea all’organismo (es.: microbi, tossine. ecc.) che, introdotta in esso, determina la formazione, per reazione difensiva, di una sostanza specifica antagonista (anticorpo) in grado di neutralizzare l’antigene.
tecnica utilizzata dalle donne per autoesaminare il proprio seno e valutarne così possibili alterazioni nell’aspetto o nella consistenza. Può essere utile per fare precoci diagnosi di tumori alla mammella.
prelievo di un frammento di tessuto effettuato su un soggetto vivente a scopo di analisi.
procedura attraverso la quale una sostanza colorata o radioattiva viene iniettata a poca distanza dal tumore. Il materiale scorre fino ai linfonodi sentinella ed il chirurgo, dopo averli individuati grazie a questa tecnica, li asporta per analizzarli ed individuare l'eventuale presenza di cellule cancerose.
tumore composto da cellule immature ed indifferenziate.
(dal greco karkinos: “granchio”) proliferazione cellulare incontrollata che può essere benigna e maligna. Tali proliferazioni cellulari tendono a persistere, a crescere e ad invadere (metastasi) i tessuti sani in modo anarchico. Il cancro non è una malattia singola e ben definita, ma è composto da un vasto gruppo di malattie all’interno del quale si possono distinguere più di cento tipi di tumore. In definitiva, per semplificare, si possono distinguere due grandi gruppi di tumori: ematologici (neoplasie del sangue o del midollo osseo) e solidi.
protuberanza conica presente in ambedue le mammelle. Nella donna vi sboccano i dotti galattofori.
varietà di cancro del tessuto epiteliale.
proliferazione di cellule anomale che interessa il rivestimento di un dotto. Le cellule non si sono diffuse esternamente al dotto ad altri tessuti dell’organismo.
proliferazione di cellule anomale nei lobuli della mammella.
metodo terapeutico per combattere i tumori, che utilizza le affinità chimiche di alcune sostanze per la materia vivente. La terapia si basa sulla somministrazione di un farmaco o di più farmaci (chemioterapia combinata) per diverse vie: intravenosa, orale, intramuscolare, sottocutanea, topica, ecc.
gruppo di fattori extra-cellulari che possono essere prodotti da diversi tipi di cellule, tra cui monociti, linfociti e cellule.
filamento lineare presente nel nucleo cellulare: contiene il DNA che serve a trasmettere le informazioni genetiche.
parte profonda della pelle, disposta tra il rivestimento epiteliale (o epidermide) in superficie, ed il tessuto adiposo in profondità.
disturbo che agisce sullo sviluppo di un tessuto o di un organo in fase di crescita, determinando alterazioni di forma, di dimensione e talora di funzione.
asportazione dei linfonodi lateralmente al margine del muscolo piccolo pettorale.
asportazione di tutti i linfonodi ascellari corrispondenti ai 3 livelli con o senza asportazione del muscolo piccolo pettorale.
sigla dell’acido desossiribonucleico, presente soprattutto nel nucleo cellulare, dove forma la cromatina e gran parte dei cromosomi. Serve a codificare l’informazione genetica.
gruppo di 15-20 dotti che drenano i lobi delle ghiandole mammarie. Ciascuno di essi si apre in una piccola depressione sulla punta del capezzolo.
struttura tubulare attraverso la quale passano le secrezioni fluide.
infiltrazione di liquido nei tessuti dell’organismo, specialmente in quelli connettivi.
studio del sangue e dei tessuti relativi.
produzione o formazione di cellule ematiche.
fuoriuscita anomala di sangue all’interno o all’esterno dell’organismo.
parte superficiale della pelle, che riveste il derma e ne fa da sostegno. Dalla qualità del derma dipende lo spessore e l’elasticità della pelle cui l’epidermide conferisce un aspetto più o meno vellutato, grasso o secco.
cellula capace di ingerire e distruggere particolari particelle come batteri, protozoi, ecc.
ingestione e digestione di batteri e particelle da parte di fagociti.
condizione che accresce la possibilità di sviluppare una malattia.
cellula da cui si sviluppa il tessuto connettivo.
ghiandola alveolare composta che secerne latte.
trattamento o farmaco che consente di attenuare ed anche di sopprimere le reazioni immunitarie dell’organismo, provocate da un antigene.
sfruttamento di sostanze naturali o artificiali per stimolare o ripristinare la risposta immunologica dell'individuo nei confronti del tumore.
gruppo di proteine rilasciate dai globuli bianchi e dai fibroblasti quando il microrganismo patogeno è un virus. Inibiscono la produzione del virus all’interno delle cellule infette: grazie a questa caratteristica possono inibire la crescita di certe cellule tumorali.
cellula bianca del sangue che agisce contro le infezioni e i danni tessutali. Oltre a neutralizzare e distruggere i microrganismi, i leucociti agiscono anche da ‘spazzini’ ripulendo tutti i residui delle cellule danneggiate.
varietà di leucocito. Svolgono compiti immunitari assicurando la formazione degli anticorpi dopo contatto con gli antigeni.
accumulo di liquido nei tessuti che ne causa il gonfiore. Può interessare le braccia o le gambe dopo l’asportazione chirurgica dei vasi linfatici o dei linfonodi ascellari o inguinali.
qualsiasi condizione patologica (sia benigna che maligna) a carico dei linfonodi, che comporta l’ingrossamento degli stessi.
unità funzionale ed anatomica del tessuto linfoide, di forma rotondeggiante, posta lungo il decorso dei vasi linfatici. Produce linfociti e monociti.
primo linfonodo cui normalmente si estendendono le cellule tumorali, a partire dal tumore primitivo.
cellula che fagocita e digerisce particelle relativamente voluminose (es. corpi estranei, scorie cellulari, parassiti unicellulari, ecc.).
appartenente o relativo alla ghiandola mammaria.
organo ghiandolare pari e simmetrico, posto nella regione antero-superiore del torace.
radiografia della mammella.
intervento di chirurgia plastica per ridare al seno forma normale.
asportazione chirurgica totale o parziale della ghiandola mammaria.
intervento chirurgico che comporta l'asportazione della mammella, dei muscoli pettorali, di tutti i linfonodi ascellari e di porzioni di cute e di tessuto adiposo. Tale tecnica chirurgica ormai è in disuso.
operazione che consiste nell'asportazione dell'intera mammella, della maggior parte dei linfonodi ascellari e spesso del rivestimento dei muscoli pettorali.
asportazione della ghiandola mammaria rispettando la cute soprastante ed il complesso areola-capezzolo.
operazione chirurgica che porta all'asportazione dell'intera mammella.
infiammazione della ghiandola mammaria.
tumore, benigno o maligno, della pelle, ricco di melanina.
riproduzione di un tumore a distanza dal luogo originario di insorgenza a causa della diffusione di cellule tumorali.
cellula da cui si origina un monocita.
varietà di leucocito. Costituiscono la prima linea di difesa nei processi infiammatori, inglobando antigeni estranei e residui cellulari.
tessuto formatosi per una proliferazione cellulare.
ramo della medicina che si occupa dei tumori.
parte essenziale di un organo legata alla sua funzione, in contrapposizione alla struttura di sostegno.
che provoca una malattia. Il potere patogeno di un germe è rappresentato dal complesso di manifestazioni morbose provocate dalla penetrazione del germe stesso in un organismo recettivo.
medico specializzato nella diagnosi delle anomalie riscontrate in tessuti prelevati durante interventi chirurgici o esami.
organo o parte artificiale che sostituisce una parte del corpo mancante.
asportazione di un ampio settore di ghiandola mammaria della mammella.
utilizzo terapeutico delle proprietà biologiche dei raggi X.
ricomparsa di una malattia dopo che il paziente è stato considerato clinicamente guarito.
asportazione chirurgica parziale di un organo.
asportazione di una porzione di tessuto mammario comprendente il tumore e un margine non inferiore al centimetro di parenchima macroscopicamente sano.
asportazione di una piccola porzione di tessuto mammario comprendente il tumore. (Sinonimi: tumorectomia, biopsia escissionale).
procedura in cui un magnete collegato ad un computer consente la visualizzazione di immagini dettagliate di una zona del corpo.
sistema deputato alla difesa dell’organismo nei confronti delle sostanze estranee, infezioni e malattie.
relativo all’intero organismo anziché ad una singola parte.
strumento per riprodurre immagini radiografiche di sezioni trasverse della parte esaminata, mediante l’uso di un computer.
trattamento che agisce sul tumore e sui tessuti limitrofi.
terapia somministrata prima del trattamento primitivo. Può trattarsi di chemioterapia, radioterapia o terapia ormonale.
terapia effettuata con preparati ormonali.
tipo di tessuto che ha la funzione di connettere tra loro gli altri tessuti nella formazione degli organi. Comprende il tessuto connettivo propriamente detto, il tessuto osseo e quello cartilagineo.
tessuto connettivo in cui predominano le fibre. Comprende il tessuto areolare o connettivo lasso, il connettivo collagene e quello elastico.
tessuto formato da maglie di fibre reticolari in cui sono immerse cellule reticolari e linfatiche. È presente nelle adenoidi, nelle tonsille, nel fegato, ecc.
intervento chirurgico conservativo che porta all’asportazione del tumore mammario e di una piccola porzione di tessuto circostante. Spesso anche i linfonodi ascellari vengono rimossi.